Onda Tribale del Punto di Forza 37-40
Se è vero che le emozioni non possono essere controllate, generate o eliminate a comando, è altresì vero che non durano per sempre. In effetti, soprattutto nel caso di quelle sgradevoli, può essere estremamente confortante e liberatorio sapere che hanno uno schema ben preciso: nascono, si espandono e finiscono. Le emozioni sono paragonabili a delle onde: iniziano lentamente, salgono fino a raggiungere un picco massimo di intensità, per poi scendere e dissolversi. In questo articolo parleremo di una delle quattro tipologie di onde emotive che possiamo sperimentare nel corso della vita, che sia per una nostra modalità intrinseca e innata, oppure attraverso le relazioni con gli altri.
IL RUOLO DELLE EMOZIONI NELLA TRIBU’
Dal punto di vista antropologico, la Tribù è un raggruppamento sociale di persone che funziona come un sistema in cui la collaborazione prevale sulla competizione. Esempi moderni di tribù sono la famiglia e le comunità delle quali facciamo parte, che ai tempi dei social sono divenute note con l’anglicismo community.
La prima osservazione che vorrei proporvi è l’utilità logica del sistema tribale: se la collaborazione assume un peso maggiore della competizione, allora si è tutti più protetti e si è maggiormente in grado di tutelare anche le fasce di popolazione più vulnerabili che, nel mondo animale, finirebbero col perire molto facilmente. Pensiamo, ad esempio, alla funzione protettiva della famiglia nei confronti dei bambini, piuttosto che ai servizi assistenziali per disabili e anziani messi a disposizione, appunto, dalle comunità nelle quali viviamo. Ma dove si legano il concetto di tribù e il ruolo delle emozioni? Fondamentalmente, nel Matrimonio e nella Famiglia.
In effetti, le emozioni sostengono le unioni tra persone attraverso l’affetto e l’amore. Unirsi ad un’altra persona nel matrimonio, ad esempio, fornisce quell’accordo scritto e solido (almeno in teoria) sul quale è possibile dar vita ad una famiglia vera e propria, sostenendola nel corso del tempo con impegno e dedizione. Senza certe emozioni come fondamenta, non saremmo portati all’impegno e al sacrificio.
DA DOVE SI ORIGINA L’ONDA EMOTIVA TRIBALE DEL PUNTO DI FORZA 37-40
L’emozione è un movimento che dall’interno di noi stessi chiede di essere espresso all’esterno, mentre i possibili inneschi possono essere tantissimi e molto personali, dipendenti dal vissuto individuale e dal modo in cui si sono affrontate le varie esperienze. Ad esempio, la vista di un cono gelato potrebbe essere indifferente a Pinco, ma suscitare un senso di gioia in Pallo.
L’Onda Emotiva Tribale del Punto di Forza 37-40 è a sua volta soggetta a diversi tipi di stimoli, ma tutti quanti si attivano a patire dallo stesso concetto, ovvero quello degli accordi stipulati in risposta ai bisogni. Vi racconterò una storiella, perché in questo modo sarà tutto più facile da comprendere.
Prendiamo l’esempio di una coppia che ho avuto modo di conoscere in passato e utilizziamo nomi di fantasia per spiegare meglio la situazione. Mario e Sofia sono marito e moglie, entrambi lavorano a tempo pieno, hanno comprato un’auto a rate e pagano il mutuo della loro casa. L’amore li ha legati e fornisce loro quella continua energia per impegnarsi e portare avanti gli accordi presi: matrimonio, debiti con la banca etc. Mario possiede nel suo disegno il Punto di Forza 37-40 ed è quindi soggetto all’Onda Emotiva Tribale. Ne consegue che anche Sofia, in maniera indiretta, ne è influenzata fortemente. L’impegno a sostenere la famiglia e i sacrifici di entrambi comportano parecchio stress, così Mario propone alla moglie di attendere la domenica per trascorrere una giornata in montagna a contatto con la natura. In effetti, è un bisogno importante per lui, perché in quel contesto ha modo di scaricarsi, trovare serenità e ripartire con una carica maggiore. Arriva il sabato sera, Sofia è stanca morta. Anche lei ha bisogno di ridurre i livelli di stress, ma nel suo caso sarebbe più funzionale farlo stando a casa a leggere un libro e riposando, quindi comunica al marito che non si sente di andare in montagna l’indomani e che sarebbe meglio rimandare alla domenica successiva. Mario incassa. Ci resta un po’ male, ma riesce a capire. Eppure, qualcosa in lui si è messo in moto: è un’onda emotiva che lentamente comincia a crescere, ma lui la tiene per sé e va avanti. Trascorre la settimana successiva, durante la quale il marito è stato sempre un po’ più nervoso, mosso dagli eventi esterni e dall’onda che è partita da giorni. Ciò nonostante, ha mantenuto un certo self-control, consapevole che la domenica sarebbe stato il suo turno di risposta al bisogno di relax. Finalmente, arriva il giorno tanto atteso, ma Sofia viene colta da un bruttissimo mal di testa. E’ dispiaciuta, non può farci nulla, ma ormai l’onda di Mario è arrivata alla massima ampiezza e non riesce più a gestirla. Così, di punto in bianco, esplode con furia, scaricando sulla moglie tutto il nervoso accumulato negli ultimi sette giorni. Sofia non se lo aspettava affatto e ne è colta di sorpresa, d’altronde come poteva lei predire un’emicrania o anche solo ignorarne l’insorgenza pur di accontentarlo? Non riesce a capire che lo smottamento del marito non è una reazione in tempo reale, ma qualcosa che si è innescato giorni prima e che ha atteso di giungere a maturazione per potersi manifestare. Una volta passato il momento, l’uomo torna tranquillo e si dispiace di aver esagerato, ma il danno è fatto e la discussione potrà fermarsi o continuare in funzione della personalità della moglie e delle sue capacità di risposta. In sintesi, però, cosa è successo?
- L’amore che unisce Mario e Sofia permette loro di impegnarsi e fare sacrifici per il bene della famiglia che hanno scelto di costruire assieme.
- Questo impegno continuo è utile per uno scopo più grande (tribù), ma è stancante per il singolo individuo che, quindi, necessita di tempi di scarico e riposo.
- Mario e Sofia si accordano in risposta al bisogno di relax del marito.
- Sofia ha necessità di riposo differenti da quelle di Mario (e non c’è assolutamente nulla di male se in una coppia i partner non sono esattamente due gocce d’acqua) e viene meno all’accordo preso col marito per incapacità di portarlo a termine (è troppo stanca per muoversi).
- Si attiva in Mario una lunga onda emotiva che nei giorni successivi cresce sempre di più, ma non la palesa all’esterno.
- Dopo sette giorni, di fronte alla seconda rottura dell’accordo da parte di Sofia (per quanto mossa da una validissima ragione di salute), l’onda di Mario viene rilasciata in un’esplosione intensa e apparentemente inaspettata.
PREVENZIONE DELLE ESPLOSIONI EMOTIVE
La vita è imprevedibile e possono capitare situazioni nelle quali non è possibile onorare alcuni accordi presi: a volte sono circostanze esterne (la macchina non funziona, il bambino ha la febbre, la nonna è caduta etc.), altre ancora sono situazioni più “interne” (non mi sento bene, sono stanco, non sono dell’umore adatto). In linea generale, vedere andare in fumo un impegno prestabilito può infastidire chiunque, ancor di più se quella cosa era stata decisa per un proprio bisogno importante o se era un accordo “stipulato” con il partner o una persona molto vicina. Tuttavia, chi possiede nel proprio disegno un’Onda Emotiva Tribale potrebbe sviluppare reazioni più intense di altri e sfociare in un’esplosione o in un’implosione (con tutte le sfumature di autolesionismo che ciò comporta, dalla più innocua alla più grave a seconda del soggetto). Dunque, cosa fare in questi casi?
Una possibile soluzione sta nell’anticipare il rilascio della tensione attraverso il contatto. Le persone con forti caratteristiche tribali potrebbero trovare un enorme conforto nel senso del tatto. In effetti, la tribù è legata a doppio filo con l’accudimento e la cura, dunque con atteggiamenti che richiedono prevalentemente un contatto fisico col prossimo. Dunque, se possedete questo tipo di emotività o se siete in relazione con qualcuno del genere, provate a cercare un rilascio della tensione attraverso il tocco da parte del partner o di chi vi è caro: una mano sulla spalla che porti con sé un senso di comprensione e accoglienza, un abbraccio, una carezza. La cosa importante, mi raccomando, è di mettere in pratica il contatto fisico in anticipo e non durante un’esplosione. Se si è già giunti alla massima espansione dell’onda, l’unica cosa da fare è respirare, distaccarsi, non prenderla sul personale e attendere che passi. Solo allora sarà possibile effettuare un reset, parlare dell’accaduto e confrontarsi in maniera costruttiva per il futuro.
Se vuoi sapere se possiedi l’Onda Emotiva Tribale del punto di forza 37-40, puoi calcolare gratuitamente il tuo disegno qui. Se vuoi approfondire come questo aspetto influenza o condiziona la tua vita, sentiti libero di contattarmi. Sono a tua disposizione.

